x FAMOSI FORSE NO... MA SEMPRE PRESENTI SI!
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FAMOSI FORSE NO... MA SEMPRE PRESENTI SI!

Mi chiamo Marco, e non ho più otto anni, ma qualcuno in più. A sette-anni-e-mezzo-tendenti-a-otto sognavo di essere famoso. A 21 posso dire di non esserlo ancora diventato. A 21 però posso dire che l’Ares ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato a giocare qui ai tempi del tridente da latte (Tazio, Lucio, Daniel) e sono ancora qui a 13 anni di distanza. Qualcuno è rimasto, qualcuno è arrivato un po’ dopo, molti hanno intrapreso altre strade. Tra quelli che sono rimasti e fanno ancora parte dell’Ares calcio (Ares Juventina Poiano oggi, ma questa è un’altra storia, forse fra qualche anno ve la racconterò), troviamo ancora i “canini” del tridente da latte, Tazio e Lucio, che fanno impazzire le difese degli avversari di Seconda Categoria e forse qualche ragazza.

C’è ancora Luca, il piccolo, grande portiere, dalle doti acrobatiche, che crescendo ha affinato l’arte dell’acrobazia ed oggi gioca in Terza Categoria difendendo la porta come gli Spartani difesero le Termopili.
Da segnalare tra quelli che sono arrivati un po’ dopo ma, veramente poco dopo, il bomber tascabile Luketta (Luca all’anagrafe, Luketta per la sua tascabilità) che per anni ha giocato con me su tutti i campi di Verona e provincia e oggi oltre a bucare le reti degli avversari di Terza categoria si diletta a disegnare formazioni al mio fianco sulla panchina degli Esordienti ed infine ci sono io, centrocampista e orgoglioso capitano della Terza categoria.
Sono rimasto qui, nonostante le numerose offerte di altre società, perché ormai l’Ares fa parte di me.
Oggi dò il mio contributo sul campo insieme a Luca e Luketta come punti di riferimento di una squadra giovane e non famosa ma che di certo farà parlare di sè.
Il mio contributo non finisce qui, infatti, come già detto, faccio del mio meglio per i “saranno famosi” del futuro, la mia squadra Esordienti che alleno ormai da 4 anni.
Tra i molti che hanno intrapreso altre vie merita una menzione Roberto che ha intrapreso la strada che lo porta tutte le domeniche a seguire i compagni di una volta da leader della tifoseria con striscioni, fumogeni e ironia, a dimostrazione che anche se non si gioca l’Ares è una “malattia” e anche se non ci ha reso famosi ci ha fatto crescere e trasmettere ai giovani che iniziano la loro avventura del calcio a sperare di “Essere famosi”…

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